Specialista in Chirurgia Vascolare, Angiologia e Flebologia
Dottore di Ricerca in Scienze Anestesiologiche e Chirurgiche
Benvenuti alla pagina dedicata ai trattamenti per le varici del Dr. Enrico Barbanti a Firenze.
Scoprite le soluzioni moderne ed efficaci che utilizziamo per migliorare il benessere dei nostri pazienti. Offriamo approcci minimamente invasivi per garantire risultati ottimali e un rapido recupero.
Il Dr. Enrico Barbanti esegue interventi chirurgici in convenzione a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), senza spese per il paziente, alla Clinica Leonardo a Sovigliana. I tempi di attesa per gli interventi si aggirano tra i 6 e gli 8 mesi, garantendo comunque un servizio di qualità e sicurezza.
La terapia elastocompressiva è una strategia terapeutica fondamentale per il trattamento e la prevenzione dell'insufficienza venosa. Viene prescritta dal medico in caso di insufficienza venosa clinicamente manifesta, ma è utile anche come misura preventiva.
Esistono due categorie principali di calze:
Le calze terapeutiche devono essere considerate come dispositivi medici e devono essere indossate solo su prescrizione medica. È importante notare che sono controindicate in caso di arteriopatia steno-obliterante. Le calze sono classificate in quattro classi in base alla compressione e alla patologia da trattare:
Si consiglia di indossare la calza elastocompressiva dalla mattina, prima di alzarsi dal letto, fino alla sera, subito prima di coricarsi. Un uso costante, specialmente nei mesi più caldi, può apportare notevoli benefici al sistema circolatorio.
Sin dall’antichità, l’umanità ha affrontato la patologia varicosa degli arti inferiori. Le iscrizioni e le raffigurazioni di interventi chirurgici risalgono già agli antichi Romani, testimoniando la lunga storia di questa condizione. Nel corso dei secoli, le tecniche chirurgiche si sono evolute, raggiungendo livelli elevati di efficacia, ma anche di invasività.
Uno degli interventi più noti è lo stripping della safena interna, eseguito generalmente in anestesia peridurale o generale. Questa procedura prevede la rimozione della safena interna o esterna, le vene frequentemente responsabili del reflusso e dell'insufficienza venosa. Sebbene efficace, lo stripping richiede:
Con l'avvento della diagnostica ecocolor doppler e del mappaggio pre-operatorio, oggi è possibile individuare con precisione i punti di reflusso e di rientro. Questo approccio ha reso non sempre necessaria l'asportazione totale della vena, consentendo:
Negli ultimi anni, si è assistito a una vera e propria rivoluzione nella cura delle varici degli arti inferiori, grazie all’introduzione di metodiche mini-invasive e endovasali. Queste tecniche offrono un accesso, in molti casi, percutaneo, consentendo interventi meno invasivi e con tempi di recupero ridotti.
Un numero crescente di linee guida mediche considera il trattamento Laser e la termoablazione con radiofrequenza come il gold standard per il trattamento delle varici. Questi approcci moderni offrono risultati efficaci e soddisfacenti, riducendo al minimo il disagio per il paziente.
Tra le metodologie più recenti, spicca l'obliterazione della safena interna attraverso l'uso di colla di cianoacrilato. Questa tecnica, riservata a casi selezionati, prevede:
Per il trattamento delle varici, sia a completamento di un intervento chirurgico o endovasale, sia per le varici extrasafeniche di calibro non eccessivo, è possibile utilizzare il trattamento sclerosante sotto forma di schiuma. Questa metodica viene eseguita in ambiente ambulatoriale e si basa sulla miscelazione del farmaco con aria per ottenere una soluzione schiumosa.
L'uso della schiuma ha dimostrato di avere una capacità terapeutica superiore rispetto all'impiego del farmaco liquido in casi selezionati. I principali vantaggi includono:
Questa tecnica rappresenta una soluzione vantaggiosa per i pazienti, migliorando l'esperienza complessiva del trattamento e i risultati clinici.
Numerosi pazienti presentano lievi alterazioni del sistema venoso superficiale, visibili come piccoli vasi rossi o bluastri, comunemente noti come teleangiectasie o "capillari". Queste manifestazioni possono indicare una predisposizione venosa a quadri di insufficienza e non dovrebbero essere trascurate.
Il trattamento delle teleangiectasie e delle varici di calibro non eccessivo consiste nella scleroterapia, una procedura efficace che mira all'obliterazione dei vasi problematici. Questa tecnica prevede l'iniezione di una sostanza sclerosante direttamente nel capillare o nella varice, che induce una reazione infiammatoria. Questo processo, associato all'uso di elastocompressione post-trattamento, porta gradualmente alla scomparsa del vaso malato.
Esistono diverse sostanze sclerosanti disponibili, ciascuna scelta in base al quadro clinico del paziente. L'obiettivo è garantire il massimo dell'efficacia nel trattamento.
In alcuni casi, dopo il trattamento, può residuare una discromia nella zona trattata, che appare come una “ombra” del vaso scomparso. Fortunatamente, questa condizione si risolve nella maggior parte dei casi nel giro di pochi giorni o settimane. Sono disponibili anche sostanze specifiche da applicare dopo il trattamento per accelerare la risoluzione della discromia e restituire alla zona trattata l'aspetto desiderato.
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